Diventare un Capo Scout. Le domande frequenti.

Foto di Comunità capi in uscita

Dimenticate il Manuale delle Giovani Marmotte, gli stili militari ed ogni altro preconcetto sul diventare un capo scout: entrare in un’associazione come l’Agesci e dare il proprio contributo nell’educazione di bambini e ragazzi, secondo il nostro metodo, richiede solo dedizione e volontà. Niente che non sia richiesto da qualsiasi attività si decida di intraprendere con passione e per passione. Ecco allora qualche risposta alle domande ed alle legende metropolitane più comuni.

– Per essere capi scout bisogna esserlo stati da piccoli.

Niente di più sbagliato. Lo stesso Baden-Powell non è stato un lupetto! Un capo scout è prima di tutto un educatore, quindi un adulto significativo che vuole spendersi con i giovani, il metodo – appunto perché è un metodo – si impara.

– È una cosa che occupa troppo tempo

Sicuramente del tempo va dedicato, ma è difficile misurare su una scale il tempo necessario per seguire la propria passione e fare al meglio un servizio verso il prossimo. Se misurassimo il tempo speso fermi al semaforo ci meraviglieremmo di quanto ne buttiamo durante le nostre giornate. Il servizio educativo in un gruppo scout non si può fare nel tempo libero, ma nel tempo liberato: ci vuole buona volontà. Per il resto la cosa è molto variabile perché gli incarichi possono essere piuttosto diversi. In linea di massima bisogna sempre considerare che in una settimana c’è una riunione con i ragazzi e uno o due incontri fra capi di preparazione. Durante l’anno poi si programeranno uscite, eventi formativi, eventi associativi

– Sono troppo vecchio per entrare negli scout

E da quando l’esperienza è un problema? Il metodo scout è semplice ed allo stesso molto profondo, tutti lo possono imparare e con esso riscoprire il ragazzo che è dentro ciascuno.

– Sono troppo giovane per diventare un capo scout

L’esperienza scout termina per tutti a 20-21 anni, da quel momento in poi chiunque (scout e non scout) può intraprendere questo cammino, perché di cammino si tratta. Si cresce insieme ad una comunità di capi che ti farà acquisire le competenze e ti darà occasioni di confronto e di crescita personale

– Credo di non essere all’altezza. Non so fare nemmeno un nodo!

L’Agesci è una delle due associazioni italiane riconosciute dall’Organizzazione Mondiale dello Scautismo (quella fondata da Baden-Powell) e prevede dei percorsi di formazione specifici che ti porteranno a guadagnarti il Wood Badge, cioè il riconoscimento internazionale di capo scout: fidati che saprai fare tutto quello che ti serve! (E comunque l’imparare insieme ai ragazzi è già di per sé Educazione)

– Per diventare un capo scout devo essere cattolico

Per farlo in Agesci, sì. La nostra è un’associazione cattolica ed è previsto un percorso di crescita nella Fede anche per i ragazzi. Peccatori poi lo siamo tutti, quindi non ti scoraggiare se pensi di essere un cristiano imperfetto, sarai in buona compagnia, l’importante è che ci siano la volontà di crescere e testimoniare

– Mi sento ridicolo con i pantaloncini corti

Ci preoccuperemmo di più per chi chi vive la propria vita solo per se stesso. L’uniforme scout non è solo un abito, la nostra uniforme parla di una tradizione scout di oltre cent’anni e che accomuna milioni di persone nel mondo di ogni estrazione, età e cultura. Indossarla nel migliore dei modi è un onore ed un segno di appartenenza ad una fraternità mondiale. Oltre a questo l’associazione ha una specifica commissione che valuta costantemente la qualità e l’etica della produzione delle uniformi.

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